All'inizio dell'Uni, nell'autunno 1997, con 30 esami ancora da fare (nel vecchio ordinamento erano 30 in totale, ora sono una cinquantina, poveri loro!), pensavo che non mi sarei più divertito come in quinta liceo, quando già cominciavamo ad sentirci grandicelli, ad avere la macchina, a conoscere un po' tutto il liceo, e a fare "quelli di quinta" con i piu' piccoli...
Quando saltavamo le lezioni di filosofia e di storia, di scienze e di italiano, perché tanto non le portavamo alla maturità (!!!!) e stavamo fuori dalla sede staccata a prendere il sole...
Quando ho cominciato a uscire sempre più spesso con la mia attuale compagnia, ed il sabato sera andavamo al sottovento...
QUESTA ERA LA VITA IN SEDE STACCATA......
da un articolo scritto da me e da Davide in quarta (1995-1996)
apparso sul giornale della scuola "IL RESTO DEL FURRINO"
Lunedì, ore 7.50: la sede staccata all'orizzonte... il fumo delle sigarette si confonde con la nebbia mattutina. Fabio si gratta il pi...zzo, la Chiara (noi siamo Lombardi e scriviamo LA Chiara) tenta invano di tenere al giunzaglio la Mici, e sua cugina Clara si allena nelle sue espressioni sveglie, mentre Stefano si toglie dai capelli le matite che ci aveva oincastrato il giorno prima.
Una sgommata in lontananza... il suono inconfondibile della M. che arriva.
Oggi interrogazione su Mr. Azio Sincero (Mah?!): nell'aula aleggia un sentore di adrenalina; Davide tenta un bel rito voo-do, mentre uno stuolo di santini tiene compagnia alla Morena (noi siamo Lombardi e scriviamo LA Morena) e gli altri pensano ad una mega-giustificazione di massa. La M. entra; un saluto gelido, il registro buttato sulla cattedra: <>.
Azio Sincero incute timore: Massimo è ispirato e va ai servizi... e gli altri? Tutti giustificati, tranne la Morena e Gelmut (Marco, quello della "ditta Gelmini prodotti genuini"): <>...
Dopo l'otto (e mezzo) della Morena e il cinque (al sei) di Marco, con un bel quarto d'ora di ritardo arriva il M.: un bel cumulo di scartoffie sotto il braccio e un sorriso beffardo in viso... arrivano i nostri compiti in classe (per la serie "ho preso uno e mezzo, cosa vinco?").
Al termine della lezione sorridono solo il M., Giacomo, e l'otto che ammicca sul suo banco.
Tanti begli uno, due, e qualche due e mezzo rallegreranno il Natale di molti.
Nel restante quarto d'ora il M. si diverte nel tirare il cancellino alla Lucia, per una prova pratica del moto accelerato.
Terza ora: tutto fila liscio con N., che, per la serie "il nonno racconta", ci parla delle sue vicende di vita vissuta, cosicché diventeremo tutti più saggi. Costaggiù (nota parola di origine Malavogliese, che se non sapete cosa vuol dire siete degli ignoranti) c'è l'intervallo: noi (a proposito, non c'entra niente, ma lo sapevate che Giacomo ha dei parenti a Santa Barbara, USA?) andiamo ad imporci all'assemblea de "Il Resto del Furrino", non prima però di aver assaporato il salame di cioccolato (che nel frattempo si è liquefatto) preparato dalle amorevoli manine della Mici.
Suona la prima campanella: la Marianna la va in campagna; suona la seconda: tutti giù per terra (al momento ci siamo un po' fumati le cervella).
Alla quarta ora stiamo dormento, e quindi non ci accorgiamo di chi viene chi va.... male, male, fanno entrare cani e porci al giorno d'oggi, pota!Quindi passiamo direttamente alla quinta ora, col lettore di francese, Paolo Bonolis (è lui, è lui!!! ...peccato che non ha portato la Laura Freddi!). Massimo intanto, dopo quattro ore di avventure sul water, ritorna dai servizi.
Vabbé, alle 13.10 un'altra dura giornata è passata, e qui terminiamo il nostro articolo, ma siccome non abbiamo citato un sacco di persone li citiamo tutti adesso: Valentinakallebalboalemorene, Beppemammavleriannepapamaralicemurielstefy e Cavaliercondorellièunveropiacere, più la Marianna che nel frattempo è tornata dalla campagna, ed è andata al lago.
PS: REMEMBER, GIVE PEACE A CHANCE!!! (by J. Lennon)
by Giacomo Arcidiaco e Davide XXX (si vergogna, e ha ragione), IV C
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