Le otto famiglie dei miei bisnonni
Le radici più profonde della mia famiglia si trovano sparse in varie regioni d'Italia, il che
ha reso piuttosto complicate, ma avventurose, le mie ricerche.
Quattro dei miei bisnonni provenivano dal Sud della penisola,
essendo le rispettive famiglie calabresi e pugliesi, mentre gli altri quattro
provenivano dalla Lombardia, dal Veneto, e dal Friuli.
Questi sono i loro cognomi e le rispettive provenienze. Clicca su ciascun cognome
per vederne documentazione ed albero genealogico:
ARCIDIACO di San Lorenzo (RC)
MANDALARI di Melito Porto Salvo (RC)
AULENTA di Acquaviva delle Fonti (BA)
CRUCITTI di Reggio Calabria
PAVAN di Treviso
CATTARUZZI di Udine
TIRINI di Canneto Sull'Oglio (MN)
BERTELLI di Irma (BS)
Questo è invece il riassunto documentato e completo del mio albero genealogico:
L'ELENCO COMPLETO DEI MIEI ANTENATI
Chiunque poi fosse interessato all'argomento o ai dati pubblicati in questa sezione, chiunque volesse chiedermi maggiori informazioni, dettagli, consigli,
può scrivermi all'indirizzo giaarcix@yahoo.it.
Come ho sempre fatto nel limite del possibile (date le molte mail che ricevo) sarò felice di rispondere a tutti!
Esiste anche da qualche anno un guestbook dedicato a questa sezione:
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Per gli interessati ho pubblicato una breve guida, basata sulla mia esperienza, per ricercare i propri antenati e per non perdersi tra archivi, parrocchie, biblioteche e comuni.
La sezione "immagini dal passato", infine, raccoglie una piccola serie delle fotografie più belle della mia raccolta ritraenti miei familiari.
Il perchè delle mie ricerche
Per citare Diderot e D’Alembert, l'importante non è avere o portare un titolo ma è scoprire le proprie origini, sapere chi erano i propri antenati, conoscerli:
Se si disponesse della genealogia autentica ed esatta di ciascuna famiglia, è più che verosimile che nessun uomo sarebbe stimato o disprezzato in virtù della sua nascita. Infatti, non v¹è mendicante per le vie che non risulterebbe discendente diretto di qualche uomo illustre, né un solo nobile elevato alle più alte dignità dello Stato, degli ordini e dei capitoli, che non scoprirebbe tra i suoi antenati una quantità di gente oscura. Supponiamo che un gentiluomo d’alto rango, tutto gonfio d¹orgoglio per la sua alta nascita, si vedesse passare in rivista sotto gli occhi l’intera serie dei suoi avi, un po’ come Virgilio fa contemplare a Enea tutti i suoi discendenti. Da quali contrastanti passioni non sarebbe agitato, vedendo, nello spazio di quattro millenni, un alternarsi continuo, magari a brevi intervalli, di condottieri e di pastori, di ministri di Stato e di artigiani, di principi e di bifolchi?! Da quale tristezza o da quale gioia non si sentirebbe prendere alla vista di tutti gli scherzi della sorte: di fronte a uno spettacolo cosi variopinto, fatto di cenci e di porpore, di strumenti di lavoro e di scettri, di insegne di onore e di marchi d’obbrobrio?! Quale flusso e riflusso di speranze e di timori, di trasporti di gioia e di mortificazione non verrebbe a patire, via via che la sua genealogia gli apparisse brillante o tenebrosa?! Ma se il nostro gentiluomo, già cosi fiero dei suoi avi, riuscisse a rientrare in sé, considerando con occhi di filosofo tutte queste vicissitudini, non ne sarebbe più affatto turbato. Le generazioni dei mortali, alternativamente illustri e abiette, si cancellano, si confondono e si perdono come le onde di un rapido fiume: nulla può arrestare la corsa del tempo, che trascina seco ciò che sembrerebbe più fermo e imperituro, e lo inghiotte per sempre nella notte eterna.
(Diderot, D’Alembert: Encyclopédie: voce Genealogia di De Jancourt)
Non so esattamente quando sia nata in me la passione per la genealogia, l’interesse
per le vicende di chi, prima di me, ha portato il mio cognome e per quelle
storie di famiglia che di solito entrano da un orecchio ed escono dall’altro...
Credo però che molta curiosità sia nata da una vecchia fotografia scattata nel
marzo del 1979, quando avevo solo cinque mesi.
In quella foto io ero in braccio alla mia bisnonna (la “nonnina”, come
la chiamavamo noi pronipoti), e vicino a noi c’erano mio padre e la mia nonna
paterna. Quattro generazioni, quindi, tutte insieme.
Un’altra fotografia che avevo osservato spesso e che aveva fatto nascere in me un primo interesse per i miei antenati era quella appesa in camera dei miei nonni paterni, che ritraeva mio nonno all’età di tre anni, nel 1914, sua sorella in fasce, i suoi genitori, ed il suo nonno materno, mio trisavolo. Cominciai a fare domande e a raccogliere fotografie in terza media, nel 1992.
La stesura di un vero e proprio libro che raccogliesse tutti le
mie scoperte è cominciata la sera del 2 febbraio 1995, dopo che, a casa di mia
nonna, davanti ad una tazza di tè ed una torta al limone, ho ascoltato (e per
la prima volta annotato), le vicende della mia trisavola Maria Riparo,
raccontate da mia nonna, e da alcuni suoi cugini.
Negli anni, aiutato da molte persone, ho continuato ad aggiungere nuovi dati e
personaggi a quelli che già avevo, scoprendo così molti nomi, rapporti di
parentela, ed anche avvenimenti interessanti riguardanti i miei antenati.
Questo è un tipo di ricerche che (fortunatamente?) non troverà mai una conclusione: avrò sicuramente negli anni a venire la possibilità di trovare altri dati, altri aneddoti, ed altre storie sui miei antenati.
Per quanto riguarda la ricerca archivistica, d’altra parte, c’è da dire che i luoghi dove poter trovare questo tipo di dati sono così tanti e contengono così tanto materiale che è impossibile venire a capo di ogni cosa.
Oltre
a vari problemi e grattacapi, inevitabili quando si cerca di fare luce tra i
più intricati grovigli familiari, le mie ricerche genealogiche mi hanno anche
dato la possibilità di fare un gran numero di viaggi e di esperienze, di
visitare l’Italia, e di incontrare tante persone.
Alcune di queste erano parenti, altri no. Alcuni li conoscevo già, altri
invece, pur essendo miei parenti, erano totalmente sconosciuti sia a me che ai
miei familiari più stretti, ma tutti sono sempre stati disponibilissimi a darmi
una mano raccontandomi i loro ricordi e lasciandomi duplicare le loro vecchie
fotografie di famiglia.
L'importanza di internet, di queste pagine, online da alcuni anni, e della posta elettronica, è stata davvero tanta. Soprattutto nel corso degli ultimi anni sono stato infatti costantemente contattato da persone che chiedevano informazioni ed avevano mille curiosità sulle mie ricerche. Molti erano semplici curiosi, altri erano ricercatori apprendisti, altri ancora erano già esperti ed avevano interesse particolare su famiglie sulle quali avevano effettuato loro stessi altre ricerche. Tutti mi hanno aiutato a sviluppare le idee contenute in questa sezione del sito, e alcuni di loro mi hanno fornito (con mia grande gioia!) dati che non avevo su alcuni rami della mia famiglia.
Per chi fosse interessato ho pubblicato su questo sito una breve guida, basata sulla mia esperienza, a proposito delle risorse da utilizzare da un aspirante ricercatore e di come muoversi tra archivi, parrocchie, biblioteche e comuni.