L'albero genealogico
L'albero genealogico che segue è stato ricostruito tramite ricerche personalmente svolte tra il 2003 e il 2005 presso l'Archivio parrocchiale di Canneto Sull'Oglio (MN) e presso l'Archivio di Stato di Mantova:
|
|
Le origini della famiglia Tirini
L’esatta provenienza dei nostri Tirini è per il
momento ignota, nonostante sia documentato che essi vivessero fin dai primi
decenni del Settecento nel paese di Canneto sull’Oglio in provincia di Mantova.
Di Giovanni Tirini, capostipite del nostro ramo, non
sappiamo nient’altro che il nome. Egli è infatti citato solo nell’atto di
matrimonio di suo figlio Bartolomeo, sposatosi a Canneto Sull’Oglio nel 1730
con Anna Maria Ambrosini, di Canneto. Il quell’atto Bartolomeo è detto figlio
del fu Giovanni Tirini, il che ci dice anche che il nostro capostipite morì
prima del 1730.
Per quanto riguarda la provenienza di Bartolomeo Tirini
c’è da dire che nel suo atto di matrimonio si legge che entrambi gli sposi
appartenevano alla Parrocchia di Canneto ma che tuttavia, tra i documenti
datati 1674-1714 conservati presso la Parrocchia, non risulta essere nato alcun
Tirini, né risulta essere morto un Giovanni Tirini entro il 1731. Queste sono
le ragioni che fanno pensare che Bartolomeo si trasferì a Canneto prima del
matrimonio e che la sua famiglia avesse origini diverse.
Una curiosità su sua moglie Anna Maria Ambrosini è
la seguente: sia nel suo atto di matrimonio che nel suo atto di nascita
(Canneto, 14 novembre 1708), essa è detta “figlia del Sergente Andrea
Ambrosini”.
Ciò che sta dietro a questa parola è chiarito nell’atto
di morte di suo padre Andrea Ambrosini in data 3 ottobre 1735 dove egli è
indicato come “Andrea Ambrosini, attuale Reggente di questa comunità”: si
trattava quindi di un militare, e
certamente di una figura di spicco nella comunità di Canneto di quell’epoca.
I documenti del Settecento che riguardano Bartolomeo
Tirini, i suoi figli, ed i suoi nipoti, indicano che il cognome Tirini era
trascritto, di volta in volta, come Tirini, Terini o Terrini. Solo
nell’Ottocento la forma Tirini sarà quella che si consoliderà definitivamente.
Il mio avo Bartolomeo Tirini morì a Canneto il 21
ottobre 1764, mentre sua moglie Anna Maria Ambrosini morì il 7 ottobre 1754.
Questi sono i loro atti di morte:
|
|
Bartolomeo ed Anna Maria ebbero quindici figli. Come
spesso accadeva a quell’epoca, però, solo pochi di essi riuscirono a
sopravvivere ai primi mesi o anni di vita, e nei registri della Parrocchia di
Canneto risultano solo i matrimoni di Giovanni Battista (1731-1797), che sposò
Elisabetta Freschini, Andrea (1737 circa – 1785), che sposò Angela Caprioli, e
Giovanna (1744-1768), che sposò Cristoforo Ziliani.
Giovanni Battista Tirini ed Elisabetta Freschini
erano i bisnonni del mio trisavolo e quelli che seguono sono i loro rispettivi
atti di battesimo e di morte:
|
|
|
|
Giovanni Battista ed Elisabetta Freschini ebbero
cinque figli dei quali il primo fu Paolo (nato nel 1762), nonno paterno del mio
trisavolo, e gli altri furono Anna Maria (nata nel 1764 e morta a tre anni),
Maria (1767 circa - 1835), Bartolomeo (1768-1846) ed Anna Maria Rosa (nata nel
1770).
Paolo sposò nel 1783 Barbara Ghizola, figlia di
Giovanni Battista e di Ippolita Capra. Quest’ultima Ippolita era originaria di
Asola, poco distante da Canneto, ed in particolare della località detta
“Chiuse”.
Bartolomeo sposò invece nel 1789 Faustina Bertazzoli
e testimone del matrimonio fu il fratello di lui, Paolo.
Seguono gli atti di battesimo e di morte di Giovanni
Battista Ghizola e l’atto di morte di sua moglie Ippolita (come si legge,
marito e moglie morirono giovanissimi a pochi mesi di distanza l’uno
dall’altro, probabilmente per un’epidemia, e lasciarono la figlia Barbara di un
anno di età):
|
|
|
|
Uno dei cinque figli di Paolo Tirini e Barbara
Ghizola si chiamava Giovanni Battista ed era nato a Canneto nel 1794. Di
professione era sarto ed era il nonno paterno del mio bisnonno Battista Tirini.
Dopo la morte di una prima moglie di nome Giulia
Parenti, nel 1851 si era sposato in seconde nozze, all’età di quasi
sessant’anni, con Albina Prandi, e, tra il 1851 ed il 1866, aveva avuto tredici
figli, tra cui il mio trisavolo Angelo.
Nella seconda metà degli anni settanta
dell’Ottocento si trasferì poi insieme ai figli Angelo e Barbara a Carcina, in
Val Trompia (BS), dove morì nel 1879. Un terzo figlio, Paolo, si era trasferito
invece, nello stesso periodo, a Milano dove aveva sposato Mattia Mussini.
Da Carcina il mio trisavolo Angelo si trasferì negli
ultimi anni dell’Ottocento a Brescia, ed infine suo figlio, il mio bisnonno
Battista, si trasferì a Rezzato nel 1918, dove un anno dopo nacque mia nonna
Mirte.
C’è da aggiungere che i nostri Tirini appartenevano
ad una famiglia che almeno durante l’Ottocento fu piuttosto benestante e
proprietaria di terreni e di altri possedimenti a Canneto sull’Oglio.
Come già detto, però, le origini sono sicuramente da
cercare fuori dalla provincia di Mantova, dove i nostri avi rimasero
all’incirca per centocinquant’anni, dall’arrivo di Bartolomeo nei primi decenni
del Settecento fino al trasferimento del mio quadrisavolo Giovanni Battista in
provincia di Brescia negli anni Settanta dell’Ottocento.
Durante questo periodo, bisogna dire, la famiglia
non si allargò molto, tant’è vero che oggi non vi è traccia di Tirini, né a
Canneto né in tutta la provincia di Mantova. All’interno degli indici delle
liste di leva della provincia di Mantova che vanno dal 1847 al 1900, in
effetti, non si trova nessun altro Tirini all’infuori del mio trisavolo Angelo,
e negli indici delle parti contraenti gli atti notarili in tutto il territorio
tra Settecento e Ottocento non se ne trova nessuno all’infuori del mio quadrisavolo
e dei suoi genitori.
Si trovano solo, nei registri di Stato Civile di
Canneto tra il 1806 ed il 1811, una Giuseppa Tirini, filatrice, moglie di
Giuseppe Ziliani, una Maria Tirini, moglie di Giovanni Baioni, una Maddalena
Tirini, filatrice, moglie di Girolamo Perini, ed un’altra Maria Tirini,
filatrice, moglie di Giovanni Battista Pigoletti.
Erano quasi sicuramente figlie dei miei avi Paolo
Tirini e Barbara Ghizola, di Bartolomeo Tirini (fratello di Paolo) e Faustina
Bertazzoli, oppure di Bartolomeo Tirini (cugino di Paolo) ed Anna Maria
Pomaschi.
Il mio quadrisavolo Giovanni Battista Tirini nacque
a Canneto Sull’Oglio nel 1794 da Paolo Tirini e Barbara Ghizola. Era il secondo
di cinque figli, dei quali, tuttavia, solo un’altra sorella di nome Paola
Giuseppa, nata nel 1789, raggiunse l’età adulta.
Quelli che seguono sono il suo atto di battesimo e
gli atti di battesimo dei suoi genitori, conservati presso l’archivio della
Parrocchia di Canneto:
|
|
All’epoca in cui Giovanni Battista nacque, la città
di Mantova era fin dal 1707 sotto la dominazione Austriaca, ed il Re ed
Imperatore era a quel tempo Francesco II di Asburgo (1768-1835), Duca di Milano
e di Mantova.
Il 29 giugno 1797, in seguito alle vittorie di
Napoleone in Italia contro l’impero asburgico, venne proclamata la Repubblica
Cisalpina, che con l’annessione della Repubblica Cispadana arrivò a comprendere
tutta la Lombardia, i territori della ex Repubblica di Venezia, l’ex ducato di
Modena e Reggio, le ex Legazioni pontificie di Ferrara e Bologna, la Romagna,
la Garfagnana, Massa e Carrara, e che venne riconosciuta dagli austriaci con il
trattato di Campoformio.
Questo periodo fu caratterizzato da pesanti gabelle
e nuove tasse e, come se non bastasse, alcune preziose tele, oggetti preziosi,
e incunaboli, da Mantova furono portati in Francia.
La Repubblica Cisalpina fu sconfitta poco più tardi,
nella primavera del 1799, da un’offensiva austro-russa, ma fu ricostituita dopo
la vittoria francese di Marengo, nel giugno del 1800, con l’aggiunta del
Novarese. Poi, il 26 gennaio 1802, fu trasformata in Repubblica Italiana.
Solo dopo la Restaurazione, nel 1815, Mantova tornò
agli Asburgo con i territori che erano appartenuti all’Austria, e così
tornarono ulteriori angherie dei governanti stranieri, uniti ad una sanguinosa
repressione.
Il 23 gennaio del 1816, a ventun’anni, Giovanni
Battista sposò a Canneto una ragazza di nome Giulia Parenti dalla quale egli
risulta avere avuto solo un figlio nato a Canneto, di nome Paolo come il nonno
paterno, battezzato il 1° febbraio 1817 e morto dieci giorni dopo.
A quell’epoca la sua professione era quella del
sarto, mentre sua moglie Giulia era una filatrice. Anche il padrino del piccolo
Paolo Tirini, Faustino Parenti, probabilmente un fratello di Giulia, risultava
essere un “lavoratore di seta”.
Dei seguenti trentacinque anni della vita di
Giovanni Battista non sappiamo nulla, poiché il successivo documento finora
ritrovato in cui egli è citato risale al 12 febbraio 1851, data del suo secondo
matrimonio.
Alcuni mesi dopo la morte della prima moglie,
avvenuta a Canneto il 28 settembre 1850 per “febbre gastro infiammatoria
associata ad esantema migliare”, il mio quadrisavolo si sposò infatti a
Piadena (CR), all’età di circa cinquantasette anni, con Albina Prandi, nata nel
1824 a Piadena da Angelo Girolamo Prandi e Marianna Lazzari, possidenti, (lui
di Voltido e lei di Pieve Terzagni, in provincia di Cremona) e, quindi, di
trent’anni più giovane di lui.
Da lei il mio quadrisavolo Giovanni Battista ebbe
quindici figli, dei quali però solo tre raggiunsero la maggiore età: il mio
trisavolo Angelo, suo fratello Paolo e sua sorella Barbara.
Questo è l’elenco completo di tutti i loro figli:
Angelo Paolo Andrea: 30.11.1851-4.7.1858 Anna Maria Apollonia:
9.2.1859-2.5.1860
Giulio Luigi Celeste: 10.4.1853-28.6.1854 Paolo:
1.4.1860-9.1.1927
Angelo Maria Faustino:
3.3.1854-4.8.1902 Onorio
Luigi Domizio: 23.7.1862-21.2.1863
Anna Maria: nata il 15.9.1855 e morta giovane Onorio
Luigi: 20.10.1863-2.3.1865
Barbara Maria Carolina: 2.11.1856-1948 Gerolamo Tobia:
19.4.1865-19.1.1867
Luigi Bartolomeo: 19.11.1857-30.11.1857 Luigi Onorio:
19.4.1865-28.1.1867
Angela: 1857 circa – 14.2.1858 Omobono: 13.11.1866-21.7.1868
Paolo: gennaio 1858 circa -13.7.1858
Non tutti i figli dei miei quadrisavoli nacquero a
Canneto: Paolo nacque infatti a Cella Date, a pochi chilometri da Canneto, e
qui probabilmente nacquero anche Angela ed un altro Paolo, entrambi morti in
fasce, di cui a Canneto non esistono gli atti di battesimo ma solo gli atti di
morte. Questo fa supporre che i miei quadrisavoli avessero in questa località
dei terreni o degli interessi.
Altri dati interessanti sulla famiglia si trovano
nei documenti di Stato Civile di Canneto, conservati presso la Parrocchia di
Canneto ed in copia presso l’Archivio di Stato di Mantova: i miei quadrisavoli
sono infatti spesso indicati negli atti di nascita dei figli come possidenti, e
così anche i padrini e le madrine, tra cui vi sono un Girolamo Prandi, un Tobia
Prandi e una Teresa Prandi, sicuramente imparentati con la mia quadrisavola
Albina.












